A Manerba del Garda è aperta la mostra di Matteo Cretti e Massimiliano Rosa “Materia Primordiale – Due visioni, un messaggio”, con la prima opera di arte ambientale alla Rocca. La mostra sarà visitabile fino al 27 settembre. Ingresso gratuito.
Presso il Museo Civico Archeologico della Valtenesi, nei giorni scorsi è stata inaugurata “Materia Primordiale – Due visioni, un messaggio”, mostra bipersonale degli artisti trentini Matteo Cretti e Massimiliano Rosa, realizzata in collaborazione con l’Associazione Artisti Bresciani.
Nella stessa occasione è stata presentata anche la prima opera di arte ambientale realizzata lungo il percorso che conduce alla Rocca di Manerba. L’intervento, ideato e creato da Matteo Cretti, nasce con la curatela di Massimiliano Rosa, artista e direttore artistico di Ledro Land Art, da anni impegnato nella progettazione e nella valorizzazione di percorsi dedicati all’arte nella natura.
L’opera rappresenta l’inizio di un nuovo dialogo tra arte contemporanea, ambiente e patrimonio storico, inserendosi con rispetto nel paesaggio della Rocca. Un intervento capace di instaurare una relazione con il luogo e di offrire ai visitatori un’ulteriore occasione di riflessione sul rapporto tra uomo, natura, memoria e trasformazione.
La mostra “Materia Primordiale” mette invece in dialogo due differenti linguaggi artistici, accomunati dall’impiego di materiali di recupero e dalla volontà di restituire nuova vita a oggetti, strumenti e frammenti legati alla memoria del lavoro e dei territori.
Matteo Cretti interviene su vecchi utensili, oggetti dismessi ed elementi industriali, trasformandoli attraverso assemblaggi sorprendenti e visionari. Le forme originarie vengono rielaborate fino a generare figure e presenze capaci di stimolare l’immaginazione dello spettatore.
Massimiliano Rosa utilizza ferro recuperato e antichi arnesi della tradizione artigianale della Valle di Ledro. La sua ricerca nasce anche dalla volontà di proseguire il lavoro del padre, fondato sul recupero e sull’assemblaggio del ferro vecchio, trasformando questa eredità familiare in una poetica legata alla memoria, al tempo e alla rigenerazione della materia.
Le opere entrano in relazione con il contesto storico e paesaggistico di Manerba del Garda, creando un ponte simbolico tra archeologia e contemporaneità. Come i reperti archeologici raccontano le civiltà del passato, anche gli oggetti recuperati e trasformati dagli artisti conservano le tracce di vite, gesti e mestieri che rischierebbero altrimenti di essere dimenticati.
“Materia Primordiale” presenta così sculture che raccontano territori, memorie e trasformazioni. Due visioni autonome, unite da un unico messaggio: anche ciò che appare consumato, abbandonato o privo di valore può diventare origine di una nuova narrazione.
La mostra gode del contributo di Regione Lombardia.