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set, mer

L'edizione di Minerva Musicae 2026 si è conclusa con successo e sarà da ricordare per come Manerba ha conquistato il mondo grazie alla sinergia tra jazz, lago e natura. Tempo di bilanci per gli organizzatori che guardano già all'edizione 2027.

Serate sold out, artisti internazionali entusiasti, un pubblico in crescita e un territorio che si conferma destinazione culturale d’eccellenza. Si chiude la quinta edizione di Minerva Musicae, il festival jazz ideato e diretto da Luca Beltrami, vicesindaco e assessore al Turismo e alla Cultura di Manerba del Garda.

Si è conclusa con un successo che va oltre le aspettative la quinta edizione di Minerva Musicae – People Jazz Nature, il festival jazz di Manerba del Garda che dal 12 al 25 luglio 2026 ha trasformato le sponde del lago, l’Isola di San Biagio, i Giardini San Giorgio e il Parco Naturale della Rocca in un palcoscenico a cielo aperto di livello internazionale. Cinque concerti, cinque esperienze uniche, un’edizione che ha segnato una tappa decisiva nella storia del festival.

A rendere tutto ancora più speciale, le condizioni: cielo terso, temperature ideali, tramonti che hanno dipinto di arancio e rosa lo specchio del Garda nelle serate sull’Isola di San Biagio. La natura, come vuole il concept del festival, non ha fatto da cornice alla musica - ne è stata protagonista quanto gli artisti sul palco.

I numeri parlano chiaro: serate sold out, con un pubblico attento, partecipativo e rispettoso che ha confermato la crescita di una community sempre più fidelizzata attorno al festival. Un risultato che premia anche la scelta di introdurre l’abbonamento a tutte le serate a prezzo scontato, accolto con grande entusiasmo e che ha contribuito a costruire un legame più profondo tra il pubblico e il progetto.

Gli applausi calorosi e prolungati, il coinvolgimento spontaneo del pubblico - come gli auguri rivolti ad Al Di Meola durante il suo concerto, il giorno del suo compleanno - e la fila al banchetto del merchandising per una firma degli artisti: segnali che raccontano qualcosa di raro, un festival dove la musica è vissuta con vera passione.

Ad aprire il festival, il 12 luglio sull’Isola di San Biagio, il duo Christian McBride e Julian Lage: dialogo musicale di straordinaria profondità tra due tra i più influenti musicisti jazz della scena contemporanea. Il 17 luglio ai Giardini San Giorgio, Andrea Bacchetti e Dado Moroni hanno costruito un ponte raro tra pianoforte classico e jazz, in un incontro di sensibilità e tecnica di altissimo livello. Il 20 luglio, ancora ai Giardini San Giorgio, Antonio Faraò ha portato il suo pianismo raffinato e introspettivo, confermandosi uno dei jazzisti italiani più apprezzati sulla scena internazionale. Il 22 luglio l’Isola di San Biagio ha ospitato Al Di Meola, leggenda vivente del jazz fusion: la sua energia incalzante e il suo virtuosismo hanno travolto il pubblico in un viaggio tra sonorità mediterranee e ritmi del mondo. Il 23 luglio, sempre sull’Isola di San Biagio, il Bill Frisell Trio con Greg Tardy al sassofono ha offerto una delle serate più intense e poetiche del festival: il jazz raffinato e contemplativo di Frisell, arricchito dalla voce potente del sassofono di Tardy, ha lasciato il pubblico in silenzio ammirato. Gran finale il 25 luglio in Piazza Aldo Moro con la Fanfara del 3° Reggimento Carabinieri “Lombardia”: uno spettacolo aperto alla città intera, capace di coinvolgere pubblici diversi e di chiudere il festival con lo spirito comunitario che ne è cifra identitaria.

A coronamento del festival, allestita in tutte le location dal 12 al 25 luglio, la Mostra Fotografica “Jazz sotto le stelle” a cura di Luciano Rossetti, grande fotografo del jazz e artista di straordinaria sensibilità e talento. Le fotografie di Rossetti hanno accompagnato il festival come “note a margine”: uno sguardo dentro la musica, un racconto per immagini di ciò che spesso resta invisibile - l’attimo prima dell’accordo, l’emozione sul volto di un musicista, la luce che cade su uno strumento nell’oscurità della sera. Un ulteriore livello di lettura che ha arricchito il progetto Minerva Musicae, restituendone in forma visiva tutta la bellezza e l’intensità.

Ogni festival è anche, e forse soprattutto, una storia di luoghi. E Minerva Musicae lo sa bene: l’Isola di San Biagio, percepita dagli artisti stessi come un luogo “magico”, ha lasciato il segno in chi si è esibito tra le sue acque. I feedback degli artisti internazionali - stupiti e commossi dalla bellezza del contesto - sono diventati racconto, sui social, nelle interviste, nei dialoghi con il pubblico: un racconto che porta Manerba del Garda all’attenzione di chi non la conosce ancora.

L’impatto sull’economia locale è stato tangibile: hotel e strutture ricettive con alta occupazione nelle serate del festival, ristoranti e bar frequentati prima e dopo i concerti, servizi di navigazione, taxi boat e transfer utilizzati dal pubblico come parte integrante dell’esperienza. Minerva Musicae non è un evento che si consuma sul palco: è un progetto che si riversa sul territorio, lo anima e lo valorizza.

Dal piccolo seme di una rassegna locale a un festival riconosciuto a livello nazionale, con artisti internazionali che scelgono Manerba come tappa del loro tour europeo: il percorso di Minerva Musicae in cinque anni è una storia di visione, coerenza e qualità. Ogni edizione ha aggiunto un pezzo: un artista di maggior calibro, una location più ambiziosa, un pubblico più numeroso, una reputazione più solida. Il 2026 segna un traguardo, ma soprattutto indica una direzione.

«Questa quinta edizione - dichiara Luca Beltrami, vicesindaco, assessore a Turismo e Cultura e direttore artistico di Minerva Musicae - ci consegna risultati che vanno oltre i numeri. Tutte le serate sold out sono un segnale importante, ma ciò che mi ha colpito di più è la qualità del pubblico: persone che arrivano da lontano, che scelgono di fermarsi, di soggiornare, di vivere Manerba. E gli artisti che tornano a casa raccontando di un luogo straordinario, di un’isola che sembra sospesa nel tempo. È questa la forza di Minerva Musicae: trasformare la musica in un ponte tra le persone e il territorio. Continueremo a costruire, con ancora più ambizione».

L’appuntamento con Minerva Musicae è già al 2027. Il lago aspetta.