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La nuova unità per la diagnosi precoce delle malattie gastrointestinali è appena stata ultimata e già sono in cantiere le prossime mosse per la piena realizzazione della “cittadella della salute”. Sabato 7 dicembre alle 10 è prevista l’inaugurazione dei nuovi locali presso la sede del centro medico (via Agello 1).

Una serie di scommesse vinte e numerosi progetti per guardare lontano: è la “realtà Raphael”, un mondo composito nato dall’intuizione di don Piero Ferrari e poi evolutosi nel tempo cogliendo i nuovi bisogni e le nuove aspettative non solo delle persone malate, ma di tutti coloro che hanno a cuore salute e benessere, per sé e per i propri cari. Cooperativa Raphael e Fondazione Laudato si’, rappresentate dai rispettivi presidenti Roberto Marcelli e Giuseppe Bono, sono la garanzia di un percorso lungimirante che ha visto sorgere dal nulla un centro medico polifunzionale costato 14 milioni di euro, «tutti – sottolinea Bono – frutto di donazioni di benefattori privati, compresi i vescovi di Brescia e l’attuale presule di Bergamo, il bresciano mons. Francesco Beschi». Finora non sono stati fatti debiti, ma al momento i fondi sono finiti e per continuare i progetti si confida in future elargizioni.

«Oltre all’unità di endoscopia digestiva – precisa Marcelli – in pochi mesi è stata allestita anche una sala congressi da cento posti, fondamentale per una realtà associativa come la nostra, dedicata allo stesso don Piero. Infine, abbiamo trasferito a Rivoltella tutti gli uffici amministrativi che fino a qualche settimana fa erano a Calcinato». Il futuro sarà invece rivolto alla sistemazione del secondo edificio del complesso, quello fronte lago, dopo aver concluso i lavori in quello attuale. La progettazione sarà ideata in base all’evoluzione dei bisogni, mentre al momento il passo più probabile è trasformare gli ultimi locali ancora al rustico in uno spazio per degenze di comunità (si parla di 15-20 posti letto), ossia la convalescenza assistita dopo le dimissioni dall’ospedale.

Intanto crescono gli utenti (dall’inizio del 2019 più di 6.000 a Desenzano e circa 2.000 sia a Calcinato che a Clusane) e le prestazioni (oltre 17.700 a Desenzano, più di 7.300 a Calcinato e 7.500 a Clusane), con ben 11 diverse specialità disponibili al Laudato si’ e un centro per la terapia del dolore dotato di metodologie e apparecchiature di ultima generazione, avamposto pressoché unico in zona.

La convivenza dei medici di base e degli specialisti sta diventando un modello di riferimento per la medicina del futuro, in una sorta di «dialogo tra medicina generale e ospedaliera», come ha precisato Valeria Zacchi, direttrice sanitaria della struttura. Un’altra peculiarità nell’offerta riguarda l’assistenza domiciliare integrata e l’unità per le cure palliative. «Non si possono fare cure palliative – precisa la dott. Zacchi – senza un lavoro di équipe. Oltre a poter contare su un team consolidato di specialisti per i malati, in questo ambito abbiamo attivato anche un gruppo di sostegno rivolto ai familiari e a chi si prende cura di pazienti inseriti nel percorso di cure palliative». Gli incontri sono settimanali e gratuiti, aperti a tutti previo colloquio. L’assistenza spirituale è inoltre garantita dalle suore missionarie francescane del Verbo incarnato.

 

C’è molto da custodire, tra i frutti delle idee di don Piero Ferrari. C’è perfino ancora qualcosa da far germogliare, tra quanto lui stesso ha seminato. Ora la sfida sarà quella di mantenersi sempre fedeli all’ispirazione del fondatore e alle radici della sua opera, pur tenendo conto del continuo mutare dei tempi, delle realtà e dei bisogni degli uomini.

Giovanna Gamba