Nuovi oliveti, recupero di quelli storici e abbandonati, sostegno all’olivicoltura eroica, ammodernamento di impianti e frantoi e interventi contro fitopatie e calamità. Sono alcuni dei principali contenuti della proposta di legge dedicata alla tutela, valorizzazione, promozione e sviluppo dell’olivicoltura lombarda, presentata in Commissione regionale da Floriano Massardi, consigliere regionale della Lega e presidente della Commissione Agricoltura, Montagna e Foreste.
L’obiettivo del provvedimento è dotare la Lombardia di una disciplina organica per il settore, sostenendo sia le aziende sia la conservazione di un patrimonio agricolo che caratterizza alcuni dei paesaggi più conosciuti della regione, a partire dal Garda, ma anche dal Sebino e dal Lario.
Tra le misure previste figurano incentivi per la realizzazione di nuovi impianti, l’innovazione e la meccanizzazione, il recupero degli oliveti abbandonati e la tutela degli olivi secolari e monumentali. Un’attenzione particolare viene riservata all’olivicoltura eroica e agli olivicoltori non professionali che, pur non vivendo direttamente di agricoltura, contribuiscono attraverso la cura degli olivi alla manutenzione del territorio e al contrasto dell’abbandono.
La proposta prevede inoltre l’istituzione dell’Osservatorio Olivicolo Lombardo e del Piano Olivicolo 2028-2034, oltre alla Giornata regionale dell’olivicoltore lombardo e al premio “Lombardoliva”, destinato alle migliori produzioni regionali.
Tra le novità anche un contrassegno dedicato all’“olio lombardo di alta qualità”. «Su questo vogliamo fissare una regola semplice: olio lombardo deve significare olive lombarde», sottolinea Massardi.
Il progetto di legge guarda all’olivicoltura non soltanto come attività produttiva, ma anche per il suo ruolo nella conservazione del paesaggio, nella tutela dei versanti e nella promozione turistica dei territori. «Pensiamo al Garda, al Sebino, al Lario e alle altre aree vocate: l’olivo significa agricoltura ed economia, ma anche paesaggio, tutela dei versanti, turismo e identità», osserva il consigliere regionale.
Una proposta che punta dunque a mettere insieme tradizione e innovazione, sostenendo un comparto agricolo strettamente legato anche alla storia e all’identità dei territori lombardi.