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A forza di riperterci rischiamo di essere persino banali e scontati: non è un buon inizio di settimana.Ancora una volta il Brescia getta alle ortiche un'occasione propizia per provare a rilanciarsi. Finisce uno a uno la sfida delicatissima, importantissima con l'Udinese e se pensiamo che il Brescia è rimasto in vantaggio fino a un minuto dalla fine, il rammarico aumenta.

Il Brescia di Lopez però non è molto diverso da quello di Eugenio Corini; anzi, a voler vedere, la prestazione della squadra, allenata dall'uruguagio, è stata tuttaltro che soddisfacente.Non inganni il fatto che la squadra biancoazzurra si sia trovata in vantaggio: è stata l'Udinese a dominare, è stata l'Udinese a creare per l'intero incontro le migliori occasioni da rete e se il Brescia è riuscito ad arrivare sino alla fine senza incassare reti, il merito è di Joronen, il portiere biancoazzurro che ha parato l'impossibile e c'è anche da sottolineare il demerito degli attaccanti dell'Udinese che hanno fallito delle opportunità relativamente facili.

Un Brescia con Spalek in campo dal primo minuto, un Brescia con Ayè in campo dal primo minuto, con Martella al posto di Mateju, ma, come diceva un vecchio adagio della matematica, "invertendo l'ordine dei fattori il prodotto, ahime, non cambia".

Prestazione opaca quella delle rondinelle che pure trovavano il gol  del vantaggio con Bisoli, bravo a sfruttare un errore in disimpegno di De Maio, per sbloccare il risultato e portare in vantaggio il Brescia.

La reazione dell'Udinese si concretizzava nei minuti di recupero, quando De Paul riusciva a trovare in diagonale il modo di superare in questo caso un non impeccabile Joronen.

Uno a uno e situazione di classifica sempre più deficitaria; siamo sul fondo, dietro di noi solo la Spal, davanti corrono perché il Genoa ha vinto, perché il Lecce ha fatto il colpaccio andando a vincere con il Napoli.

Siamo in ritardo rispetto al girone di andata e le prospettive sono tutt'altro che esaltanti.

Stupisce, da un certo punto di vista, la mancanza di prese di posizione da parte della tifoseria: a dire la verità mi aspettavo qualche coro a favore di Eugenio Corini, qualche striscione di ringraziamento per ciò che Eugenio ha fatto per il Brescia. Nulla di tutto questo, nulla neanche a favore di Lopez ma sopratutto nulla contro la Società.

Insomma, per il momento, calma piatta da parte della tifoseria che, soltanto a fine partita, ha invitato i giocatori a tirar fuori i cosi detti attributi.

Per il futuro, tra l'altro, altro che attributi bisogna tirar fuori: c'è una trasferta impossibile contro una Juventus ferita ed ammalata ma di certo non rassegnata.

 

Ciro Corradini